IMPATTO AMBIENTALE

 

Elaborazione di buone pratiche agricole per l'olivicoltura, basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, e la loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica.

 

Le attività previste dal miglioramento dell’impatto ambientale sono state realizzate nell’ambito del Reg. UE 611-615/2014. La O.P. Capo ha affrontato le tematiche di miglioramento del prodotto ed eco-compatibilità della produzione olearia, con un approccio strategico e integrato con le altre attività del programma (miglioramento della qualità e tracciabilità delle produzioni).

In tema di ambiente l’attuale Reg. UE ha operato in termini di mantenimento di oliveti ad alto valore ambientale in Abruzzo attraverso:

• elaborazione di buone pratiche agricole;

• dimostrazioni pratiche di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta ai patogeni.

La realizzazione di tali attività ha consentito di ottenere un miglioramento delle condizioni di coltivazione negli oliveti oggetto degli interventi con effetti positivi sull’ambiente e sulle condizioni di lavoro. Tali interventi soprattutto nelle aree marginali hanno sicuramente contribuito a favorire la permanenza delle aziende nelle aree rurali.

 

Obiettivi strategici della coltivazione a basso impatto ambientale

Attraverso la realizzazione dell’azione la O.P. Capo per l’Abruzzo, prevede l’introduzione, l’applicazione e la sorveglianza di un disciplinare di coltivazione integrata dell’olivo (redatto dal CNO) al fine di incentivare l’adozione di sistemi colturali a basso impatto ambientale finalizzati alla razionalizzazione ed alla gestione delle principali tecniche agronomiche. La produzione integrata prevede l’utilizzo di tutti i metodi e dei mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi ed a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici.

La realizzazione dell’azione prevede il raggiungimento di obiettivi strategici della coltivazione a basso impatto ambientale quali:

• coniugare tecniche produttive compatibili con la tutela dell’ambiente naturale e con le esigenze tecnico-economiche dei moderni sistemi produttivi, innalzando il livello di salvaguardia della salute degli operatori e dei consumatori;

• coniugare strumenti di difesa fisici, chimici ed agronomici in virtù della tutela dell’ambiente e dell’agro-ecosistema degli oliveti;

• sensibilizzare gli operatori olivicoli al recupero ed al miglioramento delle condizioni di coltivazione dei terreni olivetati, con particolare riguardo a contesti depauperati  dalla conduzione irrazionale prolungata nel tempo (erosione del suolo, ruscellamento delle acque superficiali, lisciviazione dei nitrati, attacchi recidivanti di parassiti, abbattimento dell’entomofauna utile, ecc.);

• diffondere un sistema integrato di difesa eco-sostenibile che sostenga una qualità fitosanitaria costante del prodotto;

• incentivare l’introduzione di modelli gestionali che combinano le esigenze in materia di tutela ambientale con quelle di pratiche agronomiche mirate (es. irrigazione, trattamenti fitosanitari, concimazioni finalizzate, gestione del suolo, pratiche di inerbimento, ecc.);

• sensibilizzare gli operatori olivicoli nell’individuazione dei fattori ambientali limitanti l’attività agricola e delle strategie di conduzione e difesa in grado di coniugare l’attività agricola con quella della conservazione del territorio, della tutela ambientale e della tutela della salute dell’uomo e degli animali;

• intensificare l’applicazione delle tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente ed alla riduzione degli input intermedi attraverso l’applicazione della coltivazione integrata e biologica;

• sensibilizzare gli operatori agricoli alla partecipazione a progetti integrati di produzione adottando uno specifico disciplinare in un contesto di filiera e di aggregazione per rispondere a specifici requisiti comuni in tema di salubrità del prodotto, tutela ambientale e del territorio.

In alcune province è stata prevista la distribuzione, a titolo dimostrativo, di mezzi tecnici innovativi (concimi e antiparassitari), così da assistere gli operatori nelle scelte e negli impieghi:

rispetto dosaggi;

tempi di carenza;

strategie di intervento;

infestazioni attive;

bilancio dei nutrienti, ecc.

più efficaci ai fini del miglioramento della qualità delle produzioni olivicole. In tale azione ogni anno di programma sono state coinvolte oltre 80 aziende per oltre 200 ettari, e circa 35.000 ulivi.

 

La difesa fitosanitaria integrata

Una tecnica di produzione a basso impatto ambientale che ha la finalità di ottenere produzioni agricole vegetali accettabili dal punto di vista economico, realizzate in modo da ridurre i rischi per la salute umana e per l’ambiente.La difesa integrata è una strategia che consente di limitare i danni derivanti dai parassiti delle piante utilizzando tutti i metodi e le tecniche disponibili nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo.

Le specie (insetti, acari, nematodi, batteri, funghi) che sono state riscontrate sulla coltura dell’olivo sono molto numerose, ma solo alcune sono ritenute dannose e quindi oggetto di lotta in questa area di coltivazione dell’olivo. Tra gli insetti troviamo, in ordine di pericolosità:

- la “mosca olearia” (Bactrocera oleae);

- la “cocciniglia mezzo grano di pepe” (Saissetiae oleae);

- la “tignola” (Prays oleae);

- la ”margaronia” (Palpita unionalis);

- l’“oziorrinco” (Otiorrhynchus cribricollis Gyll).

 

Le crittogame o funghi presenti sul territorio sono i seguenti:

- la “fumaggine” (capnodium oleaphilum);

- l’“occhio di pavone”(cicloconium oleaginum);

- la “verticillosi” (verticillium dahliae).

 

Il batterio principale presente:

- la ”rogna dell’olivo” (batterio Pseudomonas savastanoi).

 

Lotta ai parassiti

I risultati dei monitoraggi effettuati presso le aziende campione e rappresentative dei diversi comprensori sono stati informatizzati ed elaborati per effettuare una opportuna analisi sull’andamento di sviluppo delle popolazioni dei patogeni e sono stati riportati in bollettini fitopatologici divulgati sul territorio ai produttori che ricadono in queste aree.

 

Quaderno di campagna

L’utilizzo e la stesura obbligatoria del quaderno di campagna, dove sono registrati tutti gli interventi (trattamenti fitosanitari e fertilizzazioni) e le operazioni colturali, è il mezzo che permette di conoscere la profilassi agronomica realizzata sull’olivo.  

Nelle fasi di monitoraggio e audit dell’applicazione del disciplinare, il tecnico dovrà verificare che gli operatori olivicoli aderenti considerino e applichino le norme tecniche e i criteri generali riportati nel disciplinare di coltivazione integrata o biologica come ad esempio nelle scelte di carattere operativo (es. scelta dei mezzi di difesa più idonei ed a basso ambientale per effettuare i trattamenti, concimazioni localizzate, a pieno campo, fogliari, ecc.). Questo consentirà di ottenere una maggiore efficacia nell’applicazione dello stesso in un’ottica di miglioramento continuo finalizzato alla riduzione dell’impatto ambientale e alla conseguente razionalizzazione dei fattori di produzione impiegati.

 

Produzione olio extravergine d’oliva biologico

Per verificare la corretta applicazione del disciplinare potranno effettuarsi delle analisi multiresiduali su campioni di olive fresche ed olio finalizzate alla determinazione degli RMA (residui massimi ammessi di sostanze attive) che possano confermare il buon esito dell’applicazione del sistema di coltivazione a basso impatto ambientale.

Per aree aziendali omogenee potranno essere effettuate delle analisi dei terreni al fine di identificare i principali parametri fisico-chimici necessari per la definizione di un piano di concimazione al suolo in grado di soddisfare le esigenze nutritive delle piante, limitando la dispersione nell’ambiente di nitrati e altri elementi nutrizionali di sintesi responsabili dell’inquinamento di falde, torrenti e vegetazione.

Tutti i dati rilevati dal tecnico durante la fase di audit potranno essere informatizzati e archiviati per azienda al fine di poter monitorare l’impatto dell’applicazione delle tecniche di coltivazione integrata o biologica sulla produzione in termini quali-quantitativi.

 


MONITORAGGIO
IMPATTO AMBIENTALE
QUALITA'
TRACCIABILITA'

 

 

INFOLIO
BOLLETTINI FITOSANITARI