UN PO' DI STORIA

 
 

Antico come l’olivo…

Gli uomini coltivano la pianta dell’ulivo da 6.000 anni: proveniente dalla regione Caucasica dell’Asia Minore, si propagò in tutto il bacino del Mediterraneo diventandone la pianta simbolo.

Greci e i Fenici contribuirono moltissimo alla sua diffusione verso l’occidente: in Italia arrivò prima in Sicilia, poi raggiunse tutte le regioni grazie al commercio degli Etruschi e dei Romani.

Per secoli grandi quantità di “oro verde” hanno viaggiato in anfore panciute caricate sulle navi che attraversavano in lungo e in largo il Mediterraneo.

 

Tra miti e leggende

Scolpita sul frontone del Partenone è raffigurata una bellissima leggenda legata alla pianta d’olivo. Si narra che Poseidone, dio del mare, pur abitando in un palazzo sull’isola di Eubea e comandando tutte le creature del mare, volesse appropriarsi della città di Atene, devota ad Atena, figlia di Zeus. Perciò sfidò Atena in duello. La dea della saggezza propose di risolvere la questione pacificamente: la città sarebbe appartenuta a chi avesse regalato alla gente la cosa più utile.

Poseidone, sicuro di vincere, regalò il suo cavallo, mentre Atena piantò in terra la lancia dalla quale spuntò una piantina dalle foglie d’argento: era l’olivo. Zeus convocò una giuria formata per metà da dei e per metà da dee e lui si astenne dal voto. Vinsero le dee e da allora l’olivo divenne il simbolo della pace.

Anche la Bibbia riporta vari episodi legati all’olivo, per esempio, si narra che quando le acque del diluvio universale cominciarono a diminuire, Noè mandò in volo una colomba che rientrò portando nel becco un ramoscello d’olivo. Noè comprese allora che le acque si erano ritirate dalla terra. Il ramoscello d’olivo è diventato così il simbolo per eccellenza della rigenerazione e della pace tra ebrei, cristiani e musulmani.

 

Anche nello spazio

L’olivo (Olea europea sativa) cresce anche nei terreni più poveri ed è una pianta sempreverde. Sarà per queste sue capacità di adattamento o per la generosità dei suoi frutti che, nel 1969, gli astronauti americani che per primi misero piede sulla luna, posarono una targa d’oro sulla quale era impresso proprio un rametto d’olivo!

 

La raccolta delle olive

In autunno le olive, giunte a maturazione, vengono raccolte: è una fase molto delicata che richiede molte attenzioni. Esistono vari modi di raccogliere le olive: con la brucatura si staccano le olive con le mani direttamente dall’albero; con la bacchiatura si battono i rami con i bastoni e le olive cadono su reti o teli sistemati sotto le piante.

Si utilizza anche un grosso pettine passato tra le fronde ed anche un braccio meccanico collegato a una macchina che scuote la pianta: in questo caso l’operazione si chiama scrollatura.

Le olive raccolte si portano al frantoio dove, prima di essere spremute, vengono lavate e private delle foglie.

 

La pianta dell’olivo

L’olivo, Olea europea sativa, appartiene alla famiglia delle Oleacee ed è una pianta sempreverde.

Dal tronco, la parte principale, si diramano nella zona aerea i rami principali e in quella basale si sviluppano le radici.

I rami che partono direttamente dal tronco sono detti branche principali, da questi si diramano le branche secondarie, altri rami dai quali si sviluppano le branchette fruttifere, i rami di due o tre anni sui quali si inseriscono i rami fruttiferi, rami di un anno di età sul quale si avrà la produzione di olive.

I fiori dell’olivo sono piccoli e bianchi. Il frutto (l’oliva) è detto drupa.

Una pianta di olivo: sono visibili le branche principali, quelle secondarie e le branchette fruttifere

Una branca fruttifera

Infiorescenza dell’olivo: una branchetta fruttifera in fiore e la drupa, intera e in sezione

 

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